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Visualizzazione dei post da aprile, 2024

Un caffè con Benjamin

E parlavamo della controscuola e del '68 delle utopie degli anni di piombo, di Guccini e del suo Dio morto; di quella gran cosa che è la rabbia sociale, di una politica che non sopportiamo, chiusa in un palazzo così sordo che ai porti bussano e noi non apriamo. Davanti a quei caffè sapor speranza i fondi non avevano fondo e disegnarci solo un sogno sarebbe stato un insulto alla vita. -"Sai quant'è caro il conto delle ore spese appresso a tutti i nostri perché?" -"E come è triste naufragare ogni volta alla vista di un'isola che forse c'è!" D'intesa, come due commilitoni, quante guerre abbiamo combattuto senza armi, finanziati dalla furia cieca delle passioni! Ma di noi che vinciamo perdendo il mondo certo non s'accorgerà. Su noi che sputiamo veleno il tempo, a suo tempo, sputerà... M.M

Da un nido sbagliato

Un nido, come natura insegna, è un ricovero di forme e dimensioni varie, costruito per covare e allevare. Covare, per noi uomini, non può evidentemente significare accovacciarsi sulle uova, ma significa comunque, come per gli uccelli, trasmettere quel calore necessario per lo sviluppo. Allevare, composto latino di ad- e lĕvare, significa tirar su, fornire tutto ciò che è necessario per crescere. S’intende, dunque, che un nido è indispensabile fino a quando non si impara a volare. Tuttavia, per imparare a volare, è necessario un periodo più o meno lungo di esercizio, fatto di paure, di entusiasmi, di incidenti e di fortune. Durante questo periodo continua ad essere, in modi diversi, indispensabile il nido, dove chi si occupa di noi ci cura e ci motiva in caso di caduta, ci mette in guardia dai pericoli dell’entusiasmo e dai rischi che derivano dall’eccessiva sicurezza. Non il cielo, ma il nido ci insegna davvero il volo.  Una volta imparata l’arte del volo, il nido ci sta stretto. C...