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Un caffè con Benjamin

E parlavamo

della controscuola e del '68

delle utopie degli anni di piombo,

di Guccini e del suo Dio morto;


di quella gran cosa che è la rabbia sociale,

di una politica che non sopportiamo,

chiusa in un palazzo così sordo

che ai porti bussano e noi non apriamo.


Davanti a quei caffè sapor speranza

i fondi non avevano fondo

e disegnarci solo un sogno

sarebbe stato un insulto alla vita.


-"Sai quant'è caro il conto delle ore spese

appresso a tutti i nostri perché?"

-"E come è triste naufragare ogni volta

alla vista di un'isola che forse c'è!"


D'intesa, come due commilitoni,

quante guerre abbiamo combattuto senza armi,

finanziati dalla furia cieca delle passioni!


Ma di noi che vinciamo perdendo

il mondo certo non s'accorgerà.

Su noi che sputiamo veleno

il tempo, a suo tempo, sputerà...


M.M

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