E parlavamo
della controscuola e del '68
delle utopie degli anni di piombo,
di Guccini e del suo Dio morto;
di quella gran cosa che è la rabbia sociale,
di una politica che non sopportiamo,
chiusa in un palazzo così sordo
che ai porti bussano e noi non apriamo.
Davanti a quei caffè sapor speranza
i fondi non avevano fondo
e disegnarci solo un sogno
sarebbe stato un insulto alla vita.
-"Sai quant'è caro il conto delle ore spese
appresso a tutti i nostri perché?"
-"E come è triste naufragare ogni volta
alla vista di un'isola che forse c'è!"
D'intesa, come due commilitoni,
quante guerre abbiamo combattuto senza armi,
finanziati dalla furia cieca delle passioni!
Ma di noi che vinciamo perdendo
il mondo certo non s'accorgerà.
Su noi che sputiamo veleno
il tempo, a suo tempo, sputerà...
M.M
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