Non ha regole codificate. Il suo fine è sperimentare. La nuova sfida della rubrica “Esercizi di stile” è il logo-rally, l’esercizio 11 che ha impegnato Raymond Queneau. Nell’eserciziario dello scrittore francese si legge:
“ 11. Logo-rallye
(Istruzioni: inserire nel racconto le parole dote, baionetta, nemico, cappella, atmosfera, Bastiglia, lettera) .
Un giorno mi trovavo sulla piattaforma di un autobus che faceva parte della dote comunale. C’era un giovanotto ridicolo, non perché portasse una baionetta, ma perché aveva l’aria di averla pur non avendola. All’improvviso, costui balza sul suo presunto nemico e lo accusa di comportarsi come non si dovrebbe in una cappella. E dopo aver reso l’atmosfera tesa, questo bischero va a sedersi. Lo reincontro due ore dopo, non lontano dalla Bastiglia, con un amico che gli consiglia di far aggiungere un bottone al suo soprabito. Consiglio che avrebbe potuto dargli anche per lettera.
-Esercizi di stile, Raymond Queneau (trad. Umberto Eco), Einaudi Editore “
L’istruzione è chiara: inserire in un racconto delle parole. Queneau, però, non fornisce chiarimenti circa la modalità di attribuzione delle parole a chi si cimenta, né sulla scelta del testo di riferimento. Bisognerà continuare sullo stesso racconto? Attenersi ad un nuovo titolo fornito dallo sfidante? Inventare un testo ex novo? Col tempo si sono sviluppate molte varianti dell'esercizio. Spulciando Internet è possibile leggere di versioni che prevedono variazioni lessicali sullo stesso racconto; altre prevedono l’invenzione di un nuovo racconto con parole estratte dallo scrivente o proposte dallo sfidante; in alcuni casi, infine, lo sfidante attribuisce un nuovo titolo e sceglie anche le parole che il prossimo concorrente dovrà usare.
La versione Blogbuster proverà, nell’essenza, ad attenersi al fine implicito in “Esercizi di stile”: variare sui temi.
Le istruzioni, dunque, sono:
Scegliere un libro.
Aprirlo (una o più volte) casualmente.
Scegliere sette sostantivi a caso.
Inserire i sostantivi all’interno del racconto breve dell’esercizio n.11 (riportato in apertura).
Non è possibile eliminare neanche una parola del testo di riferimento.
Non si può modificare nessun elemento del testo di riferimento, se non per poter consentire un inserimento sensato della parola.
Parole estratte:
magazzini, sasso, spazio, mestruazioni, figlio, radio, pensione
Testo:
Ero in pensione da due mesi. Un giorno, con mio figlio, mi trovavo sulla piattaforma di un autobus che faceva parte della dote comunale. C’era un giovanotto ridicolo, non perché portasse una baionetta, ma perché aveva l’aria di averla pur non avendola. All’improvviso, costui, tirato fuori un sasso, balza sul suo presunto nemico e lo accusa di comportarsi come non si dovrebbe in una cappella e come, invece, si addice agli addetti di magazzini portuali. E dopo aver reso l’atmosfera tesa, questo bischero va a sedersi,occupando sia lo spazio davanti a sé che quello accanto, urlando alla conducente di spegnere quella fottuta radio e di cercare altri rimedi allo stress da mestruazioni.Lo reincontro due ore dopo, non lontano dalla Bastiglia, con un amico che gli consiglia di far aggiungere un bottone al suo soprabito. Consiglio che avrebbe potuto dargli anche per lettera.
-Mario Martino
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