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“Esercizi di stile”, una gara di logo-rally

Non ha regole codificate. Il suo fine è sperimentare. La nuova sfida della rubrica “Esercizi di stile” è il logo-rally , l’esercizio 11 che ha impegnato Raymond Queneau. Nell’eserciziario dello scrittore francese si legge:  “ 11. Logo-rallye (Istruzioni: inserire nel racconto le parole dote, baionetta, nemico, cappella, atmosfera, Bastiglia, lettera) .  Un giorno mi trovavo sulla piattaforma di un autobus che faceva parte della dote comunale. C’era un giovanotto ridicolo, non perché portasse una baionetta, ma perché aveva l’aria di averla pur non avendola. All’improvviso, costui balza sul suo presunto nemico e lo accusa di comportarsi come non si dovrebbe in una cappella. E dopo aver reso l’atmosfera tesa, questo bischero va a sedersi. Lo reincontro due ore dopo, non lontano dalla Bastiglia, con un amico che gli consiglia di far aggiungere un bottone al suo soprabito. Consiglio che avrebbe potuto dargli anche per lettera. -Esercizi di stile, Raymond Queneau (trad. Umberto Eco...
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(Ri)educare all'adolescenza: a scuola con Inside Out 2!

Nel 2015 avevamo lasciato Riley Andersen a 12 anni, in California, finalmente adattata alla sua nuova vita e con l'Isola della Famiglia rinvigorita. La pluripremiata pellicola d'animazione (Oscar, Golden Globe e BAFTA) Inside Out , infatti, ci aveva raccontato le traversie di una Riley pre-adolescente, che a 11 anni era stata costretta a trasferirsi, a causa del lavoro del padre, dal Minnesota a San Francisco. Catapultata a circa 2.000 km dai suoi amici, a 30 ore d'auto dalla sua infanzia e senza la sua squadra d'hockey, Riley era delusa, priva di emotività e nostalgica. Delle cinque isole della sua personalità (Famiglia, Stupidera, Amicizia, Hockey e Onestà) erano rimaste solo macerie. Sul finale, però, Tristezza era intervenuta per impedire la fuga in autobus. Riley era ritornata a casa ed aveva confessato, in lacrime, ai genitori tutte le sue paure, le sue ansie e i suoi dubbi. Da quel momento l'isola della Famiglia aveva cominciato a ricostruirsi e Riley andava ...

La scuola non deve finire programmi che non esistono! Considerazioni da un confronto con Flavia Carlini

Il 4 giugno al Rondò dei Talenti di Cuneo, Flavia Carlini è stata ospite dell'evento, curato dalla Fondazione CRC,  "Impegnati nei diritti - Cronache da una società indifferente" , un confronto gratuito ed aperto a tutti, moderato dal referente della fondazione e con l'intervento di Costanza Gagliesi , ricercatrice dell'Università di Torino. Tra i temi trattati, i diritti, gli attuali sviluppi socio-politici nazionali ed internazionali, il mondo dell'informazione e la questione di genere.  Il dibattito ha coinvolto il mondo educativo. Le riflessioni del pubblico hanno chiamato in causa principalmente la famiglia e la scuola, quali principali istituzioni responsabili dell'educazione alla solidarietà, all'impegno civico, al rispetto della dignità umana e alla corretta informazione.  In merito alle nuove caratteristiche, al ruolo e al valore della famiglia odierna, le risposte di Flavia Carlini mi trovavano generalmente d'accordo. Sul mondo scolast...

"Esercizi di stile", i segreti di Joyce nei suoi portmanteau

James Joyce è il primo protagonista della rubrica "Esercizi di stile" .  Vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, Joyce è considerato dalla critica uno degli scrittori più influenti del '900. Il suo capolavoro, Ulisse, ha scardinato le regole classiche dello stile ed ha inaugurato la letteratura moderna. "Lo scrittore moderno deve essere prima di tutto un avventuriero. [...] Dobbiamo scrivere pericolosamente" confidava lo stesso scrittore in "Conversazioni con James Joyce" di Arthur Power.  Cosa intendeva Joyce con pericolosamente? Per comprenderlo basta considerare che le vicende dell' Ulisse si svolgono in un solo giorno, il 16 giugno 1904, ma l'opera si compone di 18 capitoli e conta 265.000 parole. Pericoloso. Estremamente pericoloso. Trattenere il lettore all'interno di una struttura tanto complessa quanto lunga è un rischio da correre solo quando "i tempi sono maturi", come sostiene Jhon Gillard in "Quaderno di ...

"Esercizi di stile", un quaderno condiviso per interagire insieme con i grandi letteratura

Fuori c'è il sole, ma ogni tanto piove. L'azzurro non ha conquistato abbastanza cielo per poter uscire a passeggiare, ma comunque questo grigio potrebbe tranquillamente svelare l'azzurro a breve. Insomma, non è il caso di uscire, ma nemmeno di non uscire. Un limbo perfetto per scrivere.  Ma di cosa?  Ritornando con lo sguardo in casa, gli occhi si imbattono sulla mensola centrale della mia libreria e mettono a fuoco una copertina bianca con, in filigrana , i nomi dei grandi della letteratura e al centro in rosso "Quaderno di scrittura creativa" , più sotto, stesso font, ma blu "20 grandi autori e 70 esercizi" .  Lo avevo acquistato come supplemento di "La Repubblica", ad un prezzo davvero irrisorio. Ora che lo sfoglio, ne ripasso in rassegna l'indice e do qualche rapida scorsa ad alcune pagine, mi sembra addirittura ingiusto aver dovuto aggiungere solo 9,90 euro per poter interagire con Virginia Woolf, Franz Kafka, Margaret Atwood, James Jo...

"La zona di interesse" ci interessa!

Una tenuta fuori dalla città, immersa in venticinque miglia di rigogliosa natura, lambita dalle acque del fiume. Godersi la quotidianità deve essere idilliaco, tra un tuffo in piscina e una colazione tra i fiori, a patto che non si alzi mai lo sguardo oltre lo steccato e che il fastidioso rumore degli spari, le urla di morte di uomini, donne e bambini, il tenebroso verso delle fornaci e il persistente andirivieni dei treni si riesca a relegare entro le frequenze dell’ipocrisia.  Nella interessengebiet ( zona di interesse ) più della banalità del male è drammatico osservare la quotidianità del male. La pluripremiata pellicola di Glazer ci introduce nel contesto narrativo con un lungo buio iniziale accompagnato da nitidi suoni di morte (fucilazioni, urla, comandi ed ultimatum), i quali, a ragione, sarebbero poi valsi l’ Oscar per il miglior sonoro . Il monito è chiaro e da quel momento nessuno spettatore riuscirà a valutare il film su ciò che si vede, senza considerare ciò che si ...

Un caffè con Benjamin

E parlavamo della controscuola e del '68 delle utopie degli anni di piombo, di Guccini e del suo Dio morto; di quella gran cosa che è la rabbia sociale, di una politica che non sopportiamo, chiusa in un palazzo così sordo che ai porti bussano e noi non apriamo. Davanti a quei caffè sapor speranza i fondi non avevano fondo e disegnarci solo un sogno sarebbe stato un insulto alla vita. -"Sai quant'è caro il conto delle ore spese appresso a tutti i nostri perché?" -"E come è triste naufragare ogni volta alla vista di un'isola che forse c'è!" D'intesa, come due commilitoni, quante guerre abbiamo combattuto senza armi, finanziati dalla furia cieca delle passioni! Ma di noi che vinciamo perdendo il mondo certo non s'accorgerà. Su noi che sputiamo veleno il tempo, a suo tempo, sputerà... M.M