Passa ai contenuti principali

"Esercizi di stile", i segreti di Joyce nei suoi portmanteau




James Joyce
è il primo protagonista della rubrica "Esercizi di stile"

Vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, Joyce è considerato dalla critica uno degli scrittori più influenti del '900. Il suo capolavoro, Ulisse, ha scardinato le regole classiche dello stile ed ha inaugurato la letteratura moderna.

"Lo scrittore moderno deve essere prima di tutto un avventuriero. [...] Dobbiamo scrivere pericolosamente" confidava lo stesso scrittore in "Conversazioni con James Joyce" di Arthur Power. 

Cosa intendeva Joyce con pericolosamente?

Per comprenderlo basta considerare che le vicende dell'Ulisse si svolgono in un solo giorno, il 16 giugno 1904, ma l'opera si compone di 18 capitoli e conta 265.000 parole. Pericoloso. Estremamente pericoloso. Trattenere il lettore all'interno di una struttura tanto complessa quanto lunga è un rischio da correre solo quando "i tempi sono maturi", come sostiene Jhon Gillard in "Quaderno di scrittura creativa", e quando si è certi che il tessuto narrativo sia tanto organizzato da non far diventare la complessità un caos. 

Ma quando i tempi sono stati abbastanza maturi per Joyce? Già in "Portrait of the Artist", la personalità dell'eroe Stephan Dedalus emerge attraverso timidi flussi di coscienza, ma la maturazione avviene con le ripubblicazioni dell'opera, la quale diventa prima "Stephen Hero" e infine "Ritratto dell'artista da giovane". Nel "ritratto" i monologhi cominciano a far emergere tratti della personalità, confessioni e desideri, non solo pensieri. Il famoso flusso di coscienza è pronto per impadronirsi di Ulisse e consacrarlo per sempre. Il monologo di Molly Bloom, infatti, si compone di 4391 parole, quasi senza punteggiatura: 

"[...] Ero un fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo bè lui ne vale un altro".

Tuttavia,  l'esercizio di stile di oggi non è un monologo interiore, ma un portmanteau. L' Ulisse ha fatto certamente da apripista per le sperimentazioni di Joyce, ma l'età modernista (Faulkner, Hemingway e Woolf) ha conservato più avidamente un'altra trovata stilistica dell'artista di Dublino: le parole baule o portmanteau. Un unico termine con due significati. In Finnegans Wake, Joyce conia la parola "kissmiss" (pronuncia alternativa di "christmas"): ciò che può accadere quando ci si ritrova in due sotto un ramo di vischio. 

Nel suo "Quaderno di stile" il nostro caro Jhon Gillard, a mò di spunto, ci propone "forbicicletta" (un veicolo con cui tagliare la strada agli altri), "Autograal (posto di ristoro per cavalieri della Tavola Rotonda) o l'ormai comune "Smog" ("smoke", fumo e fog "nebbia").


ESERCIZIO DI STILE N.1

Prova a inventare anche tu qualche parola baule. 



Svolgimento:

Le mie parole baule sono:

Maoutine: routine della mattina

Sfoglièmica: scienza che studia i movimenti della mano di chi sfoglia un libro per dedurne caratteristiche psicologiche e tratti della personalità.

Rurlo: (dal verbo rurlare): urlo con chiara intenzione di rimprovero e ovviamente antonimo di Giurlo (urlo con chiara intenzione di gioia).


-Mario Martino

Commenti

Post popolari in questo blog

Da Ceppaloni alla Palestina: il cuore dell'Intercolline batte per i bambini di Shatila.

"Ogni essere umano ha il diritto fondamentale all'educazione fisica, all'attività fisica e allo sport, senza discriminazione sulla base di origine etnica, genere, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altra natura, origine nazionale o sociale, economica o qualsiasi altra base". II primo articolo della Carta Internazionale dello Sport varata dall'UNESCO, alla luce del genocidio impunito di Israele ai danni del popolo palestinese, suona come un monito per le Nazioni e un'utopia per migliaia di bambini e bambine. Ma a Shatila , nel campo profughi palestinese di Beirut, in Libano , esiste ancora uno spazio per la speranza: il Palestine Youth Center. Dal 1997, grazie all'aiuto di numerosi volontari, il centro sportivo riesce, nonostante le numerose difficoltà, a garantire ai profughi palestinesi l'accesso ad attività di calcio, boxe e basket. Tra le pagine dell'albo del PYC c'è anche l'Italia. Quest'anno dal 12 a...

“Esercizi di stile”, una gara di logo-rally

Non ha regole codificate. Il suo fine è sperimentare. La nuova sfida della rubrica “Esercizi di stile” è il logo-rally , l’esercizio 11 che ha impegnato Raymond Queneau. Nell’eserciziario dello scrittore francese si legge:  “ 11. Logo-rallye (Istruzioni: inserire nel racconto le parole dote, baionetta, nemico, cappella, atmosfera, Bastiglia, lettera) .  Un giorno mi trovavo sulla piattaforma di un autobus che faceva parte della dote comunale. C’era un giovanotto ridicolo, non perché portasse una baionetta, ma perché aveva l’aria di averla pur non avendola. All’improvviso, costui balza sul suo presunto nemico e lo accusa di comportarsi come non si dovrebbe in una cappella. E dopo aver reso l’atmosfera tesa, questo bischero va a sedersi. Lo reincontro due ore dopo, non lontano dalla Bastiglia, con un amico che gli consiglia di far aggiungere un bottone al suo soprabito. Consiglio che avrebbe potuto dargli anche per lettera. -Esercizi di stile, Raymond Queneau (trad. Umberto Eco...

La scuola non deve finire programmi che non esistono! Considerazioni da un confronto con Flavia Carlini

Il 4 giugno al Rondò dei Talenti di Cuneo, Flavia Carlini è stata ospite dell'evento, curato dalla Fondazione CRC,  "Impegnati nei diritti - Cronache da una società indifferente" , un confronto gratuito ed aperto a tutti, moderato dal referente della fondazione e con l'intervento di Costanza Gagliesi , ricercatrice dell'Università di Torino. Tra i temi trattati, i diritti, gli attuali sviluppi socio-politici nazionali ed internazionali, il mondo dell'informazione e la questione di genere.  Il dibattito ha coinvolto il mondo educativo. Le riflessioni del pubblico hanno chiamato in causa principalmente la famiglia e la scuola, quali principali istituzioni responsabili dell'educazione alla solidarietà, all'impegno civico, al rispetto della dignità umana e alla corretta informazione.  In merito alle nuove caratteristiche, al ruolo e al valore della famiglia odierna, le risposte di Flavia Carlini mi trovavano generalmente d'accordo. Sul mondo scolast...