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Da Ceppaloni alla Palestina: il cuore dell'Intercolline batte per i bambini di Shatila.






"Ogni essere umano ha il diritto fondamentale all'educazione fisica, all'attività fisica e allo sport, senza discriminazione sulla base di origine etnica, genere, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altra natura, origine nazionale o sociale, economica o qualsiasi altra base".
II primo articolo della Carta Internazionale dello Sport varata dall'UNESCO, alla luce del genocidio impunito di Israele ai danni del popolo palestinese, suona come un monito per le Nazioni e un'utopia per
migliaia di bambini e bambine. Ma a Shatila, nel campo profughi palestinese di Beirut, in Libano, esiste ancora uno spazio per la speranza: il Palestine Youth Center.

Dal 1997, grazie all'aiuto di numerosi volontari, il centro sportivo riesce, nonostante le numerose difficoltà, a garantire ai profughi palestinesi l'accesso ad attività di calcio, boxe e basket. Tra le pagine dell'albo del PYC c'è anche l'Italia. Quest'anno dal 12 al 17 giugno la scuola calcio del campo di Shatila è stata, infatti, ospite a Reggio Calabria. Nell'ambito dell'iniziativa "La Pace è un gioco da ragazzi" i bambini e le bambine palestinesi hanno partecipato ad allenamenti condivisi, partite e momenti di convivialità organizzati dall'Arcidiocesi e dal Centro Sportivo Italiano.


Per l'occasione anche il Sannio ha testimoniato la sua solidarietà. Il Centro Sportivo Intercolline di Ceppaloni (BN), nella persona del mister e presidente Tonino Porcaro, ha mostrato il suo affetto alla società sportiva palestinese, consegnando una targa di stima al coach e presidente dell'associazione, Majdi Majzoub. 

"Sarebbe molto bello e significativo se anche nel nostro territorio del comune di Ceppaloni riuscissimo ad ospitare il Palestine Youth Center. Proviamo a lavorare tutti insieme affinché questo accada" ha dichiarato mister Porcaro.

Purtroppo, ad eccezione delle parentesi internazionali, i bambini e le bambine palestinesi non hanno luoghi sicuri in cui giocare all'aperto. I bombardamenti israeliani sul territorio libanese, costanti e numerosi, minacciano quotidianamente le loro vite. In questo contesto segnato dall'incertezza e dalla paura, il Palestine Youth Center rappresenta molto più di un semplice luogo di aggregazione: è uno spazio di protezione, crescita e speranza.

Finché a Shatila esisterà questo presidio educativo e sportivo, i bambini continueranno ad avere la possibilità di immaginare e costruire una storia diversa. Come affermava Nelson Mandela: "Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Lo sport può creare speranza dove prima c'era solo disperazione".

Chiunque voglia approfondire la storia del PYC o collaborare può consultare il sito ufficiale dell’associazione al link https://cycshatila.org/about/





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